Come rispondi alle buone notizie del partner dice molto della coppia
Esserci nei momenti difficili non basta. Gli studi di Shelly Gable mostrano che anche il modo in cui accogli i successi dell'altro pesa sulla relazione. Ecco i quattro stili.
Sara rientra a casa con il telefono in mano. "Mi hanno presa! Il progetto a Lisbona è mio." Luca è sul divano. Ecco quattro risposte possibili.
La prima: "Davvero? Fantastico! Raccontami tutto, come te l'hanno detto? Quando parti?". La seconda: "Bene, brava", con un sorriso, mentre torna a guardare la partita. La terza: "Lisbona? E chi si occupa della casa mentre sei via? Guarda che con quello stipendio non conviene". La quarta: "Ah. Senti, hai visto che ha chiamato mia madre?".
Ognuno di noi ha ricevuto almeno una volta tutte e quattro. E sappiamo bene quale fa più piacere. Ma la psicologia si è chiesta qualcosa di più: quanto conta, per la salute di una coppia, il modo in cui rispondiamo non ai drammi, ma alle cose belle?
In breve
Quando il partner ci racconta una buona notizia possiamo rispondere in quattro modi. Solo uno, la risposta entusiasta e partecipe, è associato a relazioni più soddisfacenti, più intime e con più fiducia. Gli altri tre, compreso il tiepido "bene, brava", vanno nella direzione opposta.
🟡 Promettente. I risultati sono coerenti tra studi diversi e gruppi di ricerca diversi, anche con osservazioni registrate e misure a distanza di tempo. Ma gran parte dei dati è correlazionale: non sappiamo ancora bene quanto la risposta causi la qualità della relazione e quanto ne sia il riflesso.
L'esperimento
Nel 2004 Shelly Gable, Harry Reis, Emily Impett ed Evan Asher pubblicano sul Journal of Personality and Social Psychology un articolo intitolato "What do you do when things go right?", che cosa fai quando le cose vanno bene. Il punto di partenza è un concetto introdotto qualche anno prima dallo psicologo Christopher Langston: la capitalizzazione, cioè il gesto di condividere una buona notizia con qualcuno, che sembra amplificarne il beneficio.
Gli autori conducono quattro studi.
Diari quotidiani. Nel primo, 154 studenti tengono un diario per alcuni giorni, annotando ogni sera l'evento più positivo della giornata e se l'hanno raccontato a qualcuno. Lo facevano molto spesso: nel 71% dei giorni. Nel quarto studio, con altri 94 studenti, la quota sale all'80%, e quasi sempre la notizia veniva condivisa con persone vicine. Nei giorni in cui raccontavano l'evento positivo, i partecipanti riportavano più emozioni positive e più soddisfazione per la propria vita, oltre all'effetto dell'evento stesso.
Le quattro risposte. Per misurare come reagisce il partner, il gruppo di Gable costruisce un questionario con quattro stili, ottenuti incrociando due dimensioni: attivo o passivo, costruttivo o distruttivo.
- Attivo-costruttivo: entusiasmo, domande, partecipazione. "Il mio partner reagisce con entusiasmo alla mia buona sorte."
- Passivo-costruttivo: sostegno silenzioso. "Dice poco, ma so che è contento per me."
- Attivo-distruttivo: sminuire, trovare il problema. "Spesso trova qualcosa che non va."
- Passivo-distruttivo: ignorare. "Non mi presta molta attenzione."
Le coppie. Nel secondo studio partecipano 59 coppie di fidanzati, insieme in media da poco più di un anno. Nel terzo, 89 coppie sposate tengono un diario per due settimane. In entrambi, solo la risposta attiva-costruttiva è associata a una relazione migliore: più impegno, più soddisfazione, più intimità e più fiducia nel caso dei fidanzati; più intimità e soddisfazione quotidiana, meno conflitti e più attività piacevoli nel caso degli sposati.
La sorpresa. Anche la risposta passiva-costruttiva, il "bene, brava" detto con affetto, era associata a esiti peggiori. Gli autori non se l'aspettavano: in altre ricerche, rispondere con calma e senza reagire ai comportamenti negativi del partner è un segno di maturità. Con le buone notizie invece la tiepidezza sembra comunicare disinteresse.
Cosa dice la ricerca oggi
- Contare più del sostegno nei momenti difficili. Nel 2006 Gable, Gillian Gonzaga e Amy Strachman (Journal of Personality and Social Psychology) hanno videoregistrato 79 coppie di fidanzati mentre si raccontavano un evento positivo e uno negativo. Osservatori indipendenti hanno valutato le risposte. Secondo la sintesi dell'Association for Psychological Science, il modo di rispondere alle buone notizie prediceva la solidità della relazione due mesi dopo in modo più coerente del sostegno dato per le cattive notizie. È un dato importante perché non si basa solo su ciò che dichiarano i partecipanti.
- La teoria si allarga. Nella loro rassegna del 2010 (Advances in Experimental Social Psychology), Gable e Reis collegano la capitalizzazione a una maggiore intimità e a un minore disagio emotivo. Nel 2018 Brett Peters, Harry Reis e Shelly Gable (Social and Personality Psychology Compass) hanno proposto un modello più completo, in cui i benefici riguardano anche chi ascolta la buona notizia, non solo chi la racconta.
- Il ruolo della responsività. La spiegazione più accreditata passa dalla responsività percepita: sentirsi capiti, accettati e apprezzati dal partner. Una risposta entusiasta comunica che l'altro conosce ciò che conta per noi e ne è felice. È lo stesso meccanismo che spiega perché le domande di approfondimento rendono più simpatici.
I limiti. Nella maggior parte degli studi si misura come la persona percepisce la risposta del partner, non la risposta reale. E chi è già felice nella coppia potrebbe semplicemente vedere le reazioni del partner con occhi più benevoli. I campioni sono soprattutto studenti e coppie americane. Lo stile ideale può cambiare da cultura a cultura. In uno studio del 2024 su 915 persone (Journal of Positive Psychology), Lydia Sim e colleghi hanno trovato che la risposta passiva-costruttiva era legata a una relazione meno soddisfacente tra europei americani e asiatici orientali, ma non tra i sud-asiatici, che anzi la associavano a più soddisfazione.
Come funziona
Pensa a cosa succede quando racconti una buona notizia. Non stai solo dando un'informazione. Stai chiedendo all'altro di vedere qualcosa che per te è importante, e di partecipare alla tua gioia. È un piccolo test, spesso inconsapevole: ti importa di quello che mi importa?
La risposta attiva-costruttiva supera il test in tre modi. Mostra attenzione, perché fa domande e chiede dettagli. Mostra comprensione, perché riconosce perché la notizia conta. Mostra affetto, perché esprime piacere sincero. Inoltre fa rivivere l'evento: raccontarlo di nuovo, nei particolari, prolunga e consolida il piacere. Nel quarto studio di Gable, le persone che avevano raccontato un evento positivo a più persone lo ricordavano meglio in un test di memoria a sorpresa.
La risposta passiva-costruttiva fallisce in modo più sottile. Non c'è ostilità, ma non c'è nemmeno partecipazione. Chi ha condiviso resta con la sensazione di aver parlato a vuoto.
Le risposte distruttive sono più evidenti. Sminuire ("non è niente di che"), trovare subito i problemi o cambiare argomento comunica che la gioia dell'altro non è benvenuta. A volte nasce da invidia, a volte da ansia, per esempio la paura che il successo cambi gli equilibri della coppia.
C'è un'asimmetria interessante. Le buone notizie sono molto più frequenti delle tragedie. Ogni giorno ci sono piccoli successi da raccontare. Così le occasioni per rafforzare, o logorare, la relazione sono molte di più di quelle offerte dalle crisi.
Cosa significa in pratica
- In coppia. Quando il partner racconta qualcosa di bello, fermati. Guarda, chiedi un dettaglio, rifletti l'emozione: "Che bello! Com'è successo? Te lo meritavi". Poi, se ci sono problemi pratici, se ne parla più tardi.
- Attenzione al "sì, ma". Molte risposte distruttive nascono con buone intenzioni: "Sono contento, ma hai pensato alle tasse?". Il pragmatismo ha il suo momento. Non deve essere il primo.
- Con amici e famiglia. Lo stesso vale per un'amica che ha passato un esame o un figlio che ha segnato un gol. L'entusiasmo partecipe è un regalo che costa pochissimo.
- Al lavoro. Un responsabile che risponde ai risultati del team con interesse vero ("come ci siete riusciti?") e non solo con un "ok, avanti il prossimo" costruisce fiducia. Lo stile di Gable è stato ripreso nei programmi di psicologia positiva applicata.
- Difesa. Una persona che sminuisce sistematicamente i tuoi successi, li ignora o li trasforma in un problema per te, sta mandando un messaggio. Se succede di continuo, insieme a critiche e controllo, è un modello che vale la pena riconoscere, non giustificare.
Le domande che ci fanno
Non è un po' artificiale "fare finta" di essere entusiasti? Non si tratta di recitare. Si tratta di dare spazio a un interesse che spesso c'è già, ma si perde tra distrazione e stanchezza. L'entusiasmo forzato, del resto, si riconosce.
Se sono preoccupato per le conseguenze della notizia, devo tacere? No. Puoi prima celebrare e poi, in un secondo momento, parlare dei dubbi. L'ordine conta.
Conta più del sostegno nei momenti difficili? Lo studio del 2006 suggerisce che la risposta alle buone notizie predica la solidità della coppia in modo più coerente. Ma entrambe le cose contano. Non è una gara.
Vale anche per le amicizie? Sì. I primi studi riguardavano chiunque fosse la prima persona a cui si raccontava la notizia, non solo il partner.
Per approfondire
- La scheda del quiz
- Reciprocità
- Effetto framing
- Il disprezzo è il segnale più forte di crisi
- Fare domande ti rende più simpatico
- Falso mito o scienza? Il quiz
Fonti
- Gable S. L., Reis H. T., Impett E. A., Asher E. R. (2004). What do you do when things go right? The intrapersonal and interpersonal benefits of sharing positive events. Journal of Personality and Social Psychology, 87(2), 228-245. https://doi.org/10.1037/0022-3514.87.2.228. Testo: https://www.sas.rochester.edu/psy/people/faculty/reis_harry/assets/pdf/GableReisImpettAsher_2004.pdf
- Gable S. L., Gonzaga G. C., Strachman A. (2006). Will you be there for me when things go right? Supportive responses to positive event disclosures. Journal of Personality and Social Psychology, 91(5), 904-917. https://doi.org/10.1037/0022-3514.91.5.904
- Langston C. A. (1994). Capitalizing on and coping with daily-life events: Expressive responses to positive events. Journal of Personality and Social Psychology, 67(6), 1112-1125. https://doi.org/10.1037/0022-3514.67.6.1112
- Gable S. L., Reis H. T. (2010). Good news! Capitalizing on positive events in an interpersonal context. Advances in Experimental Social Psychology, 42, 195-257. https://doi.org/10.1016/S0065-2601(10)42004-3
- Peters B. J., Reis H. T., Gable S. L. (2018). Making the good even better: A review and theoretical model of interpersonal capitalization. Social and Personality Psychology Compass, 12(7), e12407. https://doi.org/10.1111/spc3.12407
- Association for Psychological Science, "Love's Labors Found: Psychological Science and the Quest for Romance". https://www.psychologicalscience.org/observer/loves-labors-found-psychological-science-and-the-quest-for-romance
- Wikipedia, "Positive psychology of relationships". https://en.wikipedia.org/wiki/Positive_psychology_of_relationships
- Sim L., Ip K. I., Ascigil E., Edelstein R. S., Lee F. (2024). Cross-cultural differences in supportive responses to positive event disclosure. Journal of Positive Psychology, 19(2), 277-290. https://experts.umn.edu/en/publications/cross-cultural-differences-in-supportive-responses-to-positive-ev/