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Gli opposti non si attraggono: perché alla fine scegliamo chi ci somiglia

È uno dei proverbi più amati, ma la ricerca dice il contrario: la somiglianza, soprattutto di valori e atteggiamenti, predice l'attrazione. Con qualche sorpresa.

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Lei è ordinata, lui lascia i calzini ovunque. Lei ama le serate tranquille, lui la discoteca fino all'alba. Lei legge romanzi russi, lui guarda il calcio. Eppure, nel film, si innamorano perdutamente. È la trama di decine di commedie romantiche e di qualche coppia di amici che tutti conosciamo. "Gli opposti si attraggono", diciamo, e sembra spiegare tutto.

Poi però guardiamo meglio quella coppia di amici. Votano allo stesso modo. Hanno lo stesso titolo di studio. Vengono dalla stessa città, ridono delle stesse cose, vogliono gli stessi figli. Sono diversi in qualche abitudine, simili in quasi tutto il resto.

La psicologia ha studiato questo proverbio per oltre sessant'anni. La sua risposta è netta, ma con una sfumatura interessante.

In breve

L'idea che le persone siano attratte soprattutto da chi è diverso da loro non regge. Una grande meta-analisi su oltre trecento studi mostra che la somiglianza, in particolare negli atteggiamenti e nei valori, è associata a più attrazione. Conta molto anche quanto crediamo di somigliarci.

🔴 Mito. Il detto "chi si somiglia si piglia" è molto più vicino ai dati. Le differenze possono incuriosire, ma la somiglianza è la regola, non l'eccezione.

Da dove nasce il mito

Il proverbio è antico e attraversa molte lingue. Ha anche avuto una versione scientifica. Negli anni Cinquanta il sociologo Robert Winch propose la teoria dei bisogni complementari: sceglieremmo partner che soddisfano bisogni opposti ai nostri. Una persona dominante cercherebbe una persona accomodante, chi ama prendersi cura cercherebbe chi ama essere accudito. La teoria ebbe successo, ma le verifiche successive non l'hanno confermata.

Il mito trova poi alimento in un'immagine fisica: le calamite. Poli opposti si attraggono, poli uguali si respingono. È una metafora potente, che fa sembrare il proverbio una legge di natura.

C'è infine una versione biologica più recente. Alcuni divulgatori citano gli studi sull'odore e sul sistema immunitario, secondo cui saremmo attratti dall'odore di persone con geni immunitari diversi dai nostri. Grazia Attili, nel libro Il cervello in amore, intitola proprio così un paragrafo, "Gli opposti si attraggono", e conclude che "a naso" sceglieremmo il partner più adatto. Ma si tratta di un ambito ristretto, con risultati contrastanti, e non dice nulla su carattere, valori o interessi.

Perché il mito ha attecchito? Perché le coppie "strane" si notano e si raccontano. Una coppia di persone simili non fa notizia. E perché nelle relazioni le differenze si sentono di più: è sulle differenze che si litiga, e sono quelle che ricordiamo.

Cosa dice davvero la ricerca

Il paradigma dello sconosciuto. Negli anni Sessanta Donn Byrne inventò un metodo semplice. I partecipanti compilavano un questionario sui propri atteggiamenti. Poi leggevano il questionario di un "altro studente", in realtà preparato dai ricercatori con risposte più o meno simili. Risultato ripetuto molte volte: più alta era la proporzione di atteggiamenti in comune, più lo sconosciuto piaceva. Byrne ne fece una vera legge dell'attrazione.

La meta-analisi della scheda. Nel 2008 Matthew Montoya, Robert Horton e Jeffrey Kirchner pubblicano sul Journal of Social and Personal Relationships una meta-analisi dal titolo "Is actual similarity necessary for attraction?", la somiglianza reale è necessaria per l'attrazione? Hanno riunito 313 ricerche di laboratorio e sul campo, per un totale di 460 stime dell'effetto. I risultati principali:

Il messaggio è sottile. Non è che la somiglianza smetta di contare quando ci si conosce. È che, una volta dentro una relazione, ci sentiamo simili a chi ci piace, e quella sensazione pesa più dei dati oggettivi.

Agli speed dating. Natasha Tidwell, Paul Eastwick ed Eli Finkel (Personal Relationships, 2013) hanno analizzato incontri reali di speed dating. La somiglianza percepita prediceva l'attrazione iniziale. La somiglianza reale, misurata con questionari, non la prediceva in modo significativo.

Nelle coppie reali. Shanhong Luo ed Eva Klohnen (Journal of Personality and Social Psychology, 2005) hanno studiato coppie di sposi novelli. Erano molto simili negli atteggiamenti e nei valori, poco nella personalità. E proprio la somiglianza di personalità era legata a una maggiore soddisfazione di coppia.

Nel comportamento digitale. Wu Youyou, David Stillwell, H. Andrew Schwartz e Michal Kosinski (Psychological Science, 2017) hanno misurato la personalità attraverso il comportamento digitale, come i "mi piace" su Facebook, invece che con i soliti questionari. Su 1.101 coppie di partner e oltre 46.000 coppie di amici hanno trovato una somiglianza di personalità chiara, più forte tra partner che tra amici. Secondo gli autori, gli studi precedenti che non vedevano questa somiglianza erano falsati dal modo in cui le persone si autodescrivono nei questionari. Gli autori lo hanno riassunto con il titolo "Birds of a feather do flock together", gli uccelli dello stesso piumaggio volano insieme.

Su milioni di coppie. Nel 2023 Tanya Horwitz, Matthew Keller e colleghi dell'Università del Colorado hanno pubblicato su Nature Human Behaviour la più ampia analisi sull'accoppiamento assortativo, cioè la tendenza a scegliere partner simili. Hanno combinato una meta-analisi di 199 studi su 22 tratti, il più vecchio del 1903, con i dati di circa 80.000 coppie della UK Biobank su oltre 130 tratti. I partner tendevano a somigliarsi nell'82-89% dei tratti. Le somiglianze più forti riguardavano valori politici (correlazione di 0,58), atteggiamenti religiosi, livello di istruzione e alcune misure del quoziente intellettivo. Anche fumo e alcol tendevano ad accoppiarsi. Nella meta-analisi non c'era "nessuna prova convincente" che gli opposti si attraggano per qualche tratto. Nella UK Biobank solo il 3% dei tratti mostrava una lieve tendenza opposta, per esempio essere mattinieri o nottambuli. L'estroversione, curiosamente, non contava quasi nulla: "è come lanciare una moneta", ha spiegato Horwitz.

Perché il cervello ci casca

La memoria ama le eccezioni. Una coppia di opposti è una storia. Due persone simili che si innamorano sono una non notizia. Così, quando cerchiamo esempi, ci vengono in mente i casi strani. È l'euristica della disponibilità: giudichiamo frequente ciò che ricordiamo facilmente.

Le differenze si vedono di più. In una coppia la somiglianza è lo sfondo: non ne parliamo perché è scontata. Le differenze invece emergono nei litigi, nelle battute, nei racconti agli amici. Finiamo per credere che siano loro a definire la relazione.

Confondiamo complementarità e opposizione. Due persone possono dividersi i ruoli, per esempio uno cucina e l'altro gestisce i conti, senza essere opposte nei valori. Anzi, spesso funzionano proprio perché condividono gli obiettivi e si organizzano per raggiungerli.

La curiosità per il nuovo esiste. Un po' di diversità attira: una passione che non abbiamo, un mondo che non conosciamo. Ma attira di solito dentro una cornice di somiglianza. Ci piace chi ci mostra qualcosa di nuovo, partendo da una base comune.

La somiglianza è anche comoda. Chi ci somiglia conferma le nostre idee, è prevedibile e ci fa sentire capiti. Riduce i conflitti e il lavoro di negoziazione. Sono vantaggi silenziosi, che non notiamo ma che sentiamo.

Cosa significa in pratica

Le domande che ci fanno

Allora le coppie di opposti sono destinate a fallire? No. Molte coppie funzionano con differenze di carattere o di gusti. Ma di solito condividono valori e obiettivi importanti. L'opposizione totale è rara e, quando c'è, rende la relazione più faticosa.

E l'introverso con l'estroversa? Nello studio di Horwitz l'estroversione era quasi indifferente: gli estroversi finiscono con estroversi o introversi più o meno con la stessa probabilità. Due persone con livelli diversi di estroversione possono stare benissimo insieme se condividono il modo di vedere la vita.

Perché allora ci attrae qualcuno molto diverso? La novità incuriosisce, e a volte una persona diversa porta qualcosa che ci manca. Ma l'attrazione iniziale per la diversità non è la stessa cosa della compatibilità a lungo termine.

L'odore non dimostra che gli opposti si attraggono? Gli studi sull'odore e sul sistema immunitario riguardano un aspetto molto specifico e hanno risultati contrastanti. Non dicono nulla su carattere, valori o interessi.

Per approfondire

Fonti

  1. Montoya R. M., Horton R. S., Kirchner J. (2008). Is actual similarity necessary for attraction? A meta-analysis of actual and perceived similarity. Journal of Social and Personal Relationships, 25(6), 889-922. https://doi.org/10.1177/0265407508096700
  2. Byrne D. (1971). The Attraction Paradigm. Academic Press. https://search.worldcat.org/title/204468
  3. Winch R. F. (1958). Mate Selection: A Study of Complementary Needs. Harper.
  4. Tidwell N. D., Eastwick P. W., Finkel E. J. (2013). Perceived, not actual, similarity predicts initial attraction in a live romantic context: Evidence from the speed-dating paradigm. Personal Relationships, 20(2), 199-215. https://doi.org/10.1111/j.1475-6811.2012.01405.x
  5. Luo S., Klohnen E. C. (2005). Assortative mating and marital quality in newlyweds: A couple-centered approach. Journal of Personality and Social Psychology, 88(2), 304-326. https://doi.org/10.1037/0022-3514.88.2.304
  6. Youyou W., Stillwell D., Schwartz H. A., Kosinski M. (2017). Birds of a feather do flock together: Behavior-based personality-assessment method reveals personality similarity among couples and friends. Psychological Science, 28(3), 276-284. https://doi.org/10.1177/0956797616678187
  7. Horwitz T. B., Balbona J. V., Paulich K. N., Keller M. C. (2023). Evidence of correlations between human partners based on systematic reviews and meta-analyses of 22 traits and UK Biobank analysis of 133 traits. Nature Human Behaviour, 7, 1568-1583. https://doi.org/10.1038/s41562-023-01672-z. Comunicato: https://www.colorado.edu/today/2023/08/31/news-flash-opposites-dont-actually-attract
  8. Attili G. (2017). Il cervello in amore. Le donne e gli uomini ai tempi delle neuroscienze. Il Mulino. https://www.mulino.it/isbn/9788815271457