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Lo zucchero rende i bambini iperattivi? Cosa succede quando né genitori né bambini sanno cosa hanno bevuto

Alle feste i bambini sembrano impazziti dopo torte e bibite. Ma gli studi in doppio cieco non trovano effetti dello zucchero sul comportamento: a cambiare sono le aspettative degli adulti.

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Sabato pomeriggio, festa di compleanno in un locale con i gonfiabili. Quindici bambini, una torta al cioccolato, caramelle a volontà e bibite gassate. Alle cinque la situazione è fuori controllo: urla, corse, qualcuno piange, due litigano per un palloncino. Una mamma sospira: "È tutto lo zucchero che hanno mangiato". Gli altri genitori annuiscono. Sembra la spiegazione più ovvia del mondo, confermata da generazioni di feste, Halloween e Natali. Ma proviamo a guardare la scena con occhi diversi. Quindici bambini eccitati, in un posto nuovo, pieno di stimoli, con gli amici, senza orari e con un clima di festa. Quanto di quel caos dipende dalla torta, e quanto da tutto il resto? Per rispondere servono esperimenti in cui nessuno sa chi ha mangiato zucchero. Sono stati fatti.

In breve

Gli studi in cui né i bambini né i genitori sanno se la bevanda contiene zucchero o un dolcificante non trovano effetti dello zucchero sul comportamento o sulle capacità cognitive. L'impressione contraria nasce soprattutto dalle aspettative degli adulti e dai contesti in cui i dolci vengono mangiati.

🔴 Mito. Una meta-analisi degli studi in doppio cieco e diversi esperimenti controllati non trovano l'effetto, nemmeno nei bambini considerati "sensibili allo zucchero".

Da dove nasce il mito

L'idea che la dieta influenzi il comportamento dei bambini prende forza negli Stati Uniti negli anni Settanta. Il pediatra allergologo Benjamin Feingold propone che additivi alimentari, coloranti artificiali e alcune sostanze naturali presenti negli alimenti causino iperattività. Il suo libro Why Your Child Is Hyperactive (1975) ha un enorme successo. La "dieta Feingold" si concentrava sugli additivi, non sullo zucchero, ma apre la strada a una convinzione più generale: quello che il bambino mangia cambia il suo comportamento.

Negli stessi anni lo zucchero raffinato finisce sotto accusa per molte ragioni, alcune fondate, come la carie e più tardi l'obesità. Nel clima culturale dell'epoca è facile aggiungere anche l'iperattività alla lista. Alcuni medici e divulgatori iniziano a parlare di bambini "sensibili allo zucchero", e la definizione entra nel linguaggio comune.

Il mito attecchisce perché ha tutto per piacere. È semplice: una causa unica e visibile. È utile: dà ai genitori una spiegazione rassicurante dei momenti difficili, che non mette in discussione l'educazione né il carattere del bambino. Ed è continuamente "confermato", perché i dolci compaiono proprio nelle occasioni più eccitanti: feste, ricorrenze, vacanze.

La diffusione è impressionante anche tra i professionisti. Nell'indagine di Sanne Dekker e colleghi (2012) su insegnanti britannici e olandesi, il 57% dei primi e il 55% dei secondi riteneva vero che i bambini siano meno attenti dopo bibite o snack zuccherati. Solo uno su quattro circa rispondeva correttamente.

Cosa dice davvero la ricerca

La meta-analisi di Wolraich, Wilson e White (1995). Mark Wolraich, pediatra esperto di disturbi dell'attenzione, e i suoi colleghi riuniscono su JAMA 16 studi controllati. In tutti, i bambini ricevevano zucchero oppure un placebo, di solito un dolcificante come l'aspartame, senza che loro, i genitori e i ricercatori sapessero chi aveva ricevuto cosa. Il risultato combinato è netto: lo zucchero non ha effetti sul comportamento né sulle prestazioni cognitive dei bambini. Gli autori riconoscono che non si può escludere un piccolo effetto in qualche sottogruppo, ma le prove non lo mostrano. La coerenza dei risultati negativi colpì gli stessi autori.

Lo studio sulle diete di Wolraich e colleghi (1994). Pubblicato sul New England Journal of Medicine, coinvolge famiglie convinte che i loro figli fossero sensibili allo zucchero: 25 bambini in età prescolare, tra i 3 e i 5 anni, e 23 bambini tra i 6 e i 10 anni. Per tre settimane ciascuno, le famiglie seguono tre diete diverse: una ricca di saccarosio, una dolcificata con aspartame e una con saccarina. Il cibo è fornito dai ricercatori e nessuno sa quale dieta sia in corso. Nonostante quantità di zucchero ben superiori a quelle abituali, non emergono differenze significative nel comportamento o nelle funzioni cognitive tra le tre diete.

L'esperimento sulle madri di Hoover e Milich (1994). È lo studio più rivelatore. Partecipano 35 bambini maschi tra i 5 e i 7 anni, con madri che li consideravano sensibili allo zucchero. Tutti i bambini bevono una bevanda con aspartame, quindi senza zucchero. Ma a metà delle madri viene detto che il figlio ha appena preso una grossa dose di zucchero. Poi madri e figli giocano insieme mentre vengono filmati. Le madri convinte che il figlio avesse preso zucchero lo giudicano più iperattivo. E non solo: nei video gli stanno più vicine, lo criticano di più e lo controllano di più. L'iperattività era nello sguardo degli adulti, e forse anche nel loro comportamento, che a sua volta può agitare il bambino.

Una distinzione importante: gli additivi. Il fatto che lo zucchero non renda iperattivi non significa che nessun componente della dieta abbia effetti. Uno studio pubblicato su The Lancet nel 2007 da Donna McCann e colleghi, a Southampton, ha trovato un piccolo aumento dell'iperattività in bambini della popolazione generale dopo bevande con una miscela di coloranti artificiali e conservante benzoato di sodio: su circa 300 bambini di 3 e di 8-9 anni, le dimensioni dell'effetto andavano da 0,12 a 0,32 a seconda dell'età e della miscela. Il risultato ha portato l'Unione Europea a richiedere un'avvertenza in etichetta per alcuni coloranti. È un tema diverso dallo zucchero e con effetti modesti, ma mostra che la ricerca non esclude a priori ogni legame tra cibo e comportamento.

E l'ADHD? Alcuni studi osservazionali hanno trovato un'associazione tra consumo elevato di zuccheri e sintomi di ADHD. Ma un'associazione non dice quale sia la causa: bambini più impulsivi potrebbero cercare più dolci, e le famiglie con diete meno curate possono differire per molti altri fattori. Una meta-analisi di Farsad-Naeimi e colleghi (2020, Complementary Therapies in Medicine) su sette studi osservazionali ha trovato che, dopo la correzione per i risultati non pubblicati, l'associazione tra consumo di zucchero e ADHD scompare; sulle bevande zuccherate gli studi erano solo due, troppo pochi per concludere. Gli esperimenti controllati, che sono il modo migliore per rispondere alla domanda causale, restano negativi.

Perché il cervello ci casca

Il primo meccanismo è l'effetto aspettativa, ben dimostrato dallo studio sulle madri. Se ci aspettiamo di vedere un bambino agitato, interpretiamo in quel senso comportamenti ambigui: una risata forte, una corsa, un rifiuto. È il bias di conferma applicato all'osservazione.

Il secondo è la correlazione ingannevole. I dolci arrivano nelle occasioni in cui i bambini sono già eccitati: feste, ricorrenze, gruppi numerosi, orari saltati, stanchezza. Il cervello cerca una causa e la trova nell'elemento più visibile e simbolico, la torta, non nel contesto.

Il terzo è l'euristica della disponibilità. Ricordiamo vividamente la festa finita nel caos, non i cento pomeriggi in cui un succo di frutta non ha cambiato nulla. Le scene memorabili sembrano più frequenti di quanto siano. Ne parliamo in Euristica della disponibilità.

Infine c'è la riprova sociale: quando tutti i genitori intorno a noi danno la stessa spiegazione, ci sembra confermata. E dirlo crea complicità.

Sul piano fisiologico, il corpo regola strettamente la glicemia e il cervello riceve un flusso di glucosio relativamente stabile. Un dolce non provoca una "carica" di energia che si trasforma in iperattività. L'idea del "picco di zucchero" che fa schizzare i bambini è più un'immagine che un meccanismo dimostrato.

Cosa significa in pratica

Genitori. Se tuo figlio è agitato a una festa, guarda il contesto prima del piatto: stanchezza, stimoli, gruppo, orari. Ridurre gli zuccheri resta una buona idea per i denti e la salute generale, ma non aspettarti che risolva i problemi di comportamento. E fai attenzione a cosa dici davanti ai bambini: sentirsi definire "carico di zucchero" può diventare un copione.

Scuola. Gli insegnanti possono smettere di attribuire alla merenda le difficoltà di attenzione e guardare a fattori più probabili, come il sonno, la durata delle attività e le pause.

Salute. Se un bambino ha difficoltà di attenzione e iperattività persistenti, eliminare lo zucchero non è una terapia. Serve una valutazione professionale. Concentrarsi sulla dieta può ritardare un aiuto efficace.

Marketing e prodotti. Diffida di prodotti per bambini venduti come "calmanti" perché "senza zucchero", e di diete miracolose contro l'iperattività. Chiedi sempre se ci sono studi in doppio cieco.

Cosa dire al posto del mito. "Gli esperimenti in cui nessuno sapeva chi avesse mangiato zucchero non hanno trovato differenze. A rendere i bambini agitati alle feste è più probabilmente la festa."

Le domande che ci fanno

Allora posso dare tutti i dolci che voglio? No. Lo zucchero in eccesso ha effetti documentati su carie, peso e salute metabolica. Il mito riguarda solo il comportamento, non la salute in generale.

Il mio bambino è diverso, l'ho visto mille volte. È possibile che tu abbia visto mille volte bambini agitati dopo i dolci. Ma senza un confronto in cieco non si può separare l'effetto dello zucchero da quello del contesto e delle aspettative. Gli studi sono stati fatti proprio su famiglie convinte che i figli fossero sensibili.

E il cioccolato e le bevande energetiche? Sono un caso diverso: contengono caffeina o sostanze simili, che hanno effetti stimolanti reali, soprattutto nei bambini. In quei casi il problema non è lo zucchero.

Esiste qualche alimento che influisce sul comportamento? Alcuni coloranti artificiali sono stati associati a piccoli aumenti di iperattività in uno studio britannico del 2007. Anche le allergie e la fame possono influire sull'umore. Ma lo zucchero, da solo, non ha mostrato effetti negli esperimenti controllati.

Per approfondire

Fonti

  1. Wolraich M. L., Wilson D. B., White J. W. (1995). The effect of sugar on behavior or cognition in children: A meta-analysis. JAMA, 274(20), 1617-1621. https://doi.org/10.1001/jama.1995.03530200053037.
  2. Wolraich M. L., Lindgren S. D., Stumbo P. J., Stegink L. D., Appelbaum M. I., Kiritsy M. C. (1994). Effects of diets high in sucrose or aspartame on the behavior and cognitive performance of children. New England Journal of Medicine, 330(5), 301-307. https://doi.org/10.1056/NEJM199402033300501.
  3. Hoover D. W., Milich R. (1994). Effects of sugar ingestion expectancies on mother-child interactions. Journal of Abnormal Child Psychology, 22(4), 501-515. https://doi.org/10.1007/BF02168088
  4. McCann D., Barrett A., Cooper A., et al. (2007). Food additives and hyperactive behaviour in 3-year-old and 8/9-year-old children in the community: A randomised, double-blinded, placebo-controlled trial. The Lancet, 370(9598), 1560-1567. https://doi.org/10.1016/S0140-6736(07)61306-3
  5. Dekker S., Lee N. C., Howard-Jones P., Jolles J. (2012). Neuromyths in education: Prevalence and predictors of misconceptions among teachers. Frontiers in Psychology, 3, 429. PDF: https://www3.nd.edu/~ghaeffel/Dekkeretal12_neuromyths.pdf
  6. Feingold B. F. (1975). Why Your Child Is Hyperactive. Random House, New York. https://books.google.com/books?id=7shsAAAAMAAJ
  7. Farsad-Naeimi A., Asjodi F., Omidian M., et al. (2020). Sugar consumption, sugar sweetened beverages and attention deficit hyperactivity disorder: A systematic review and meta-analysis. Complementary Therapies in Medicine, 53, 102512. https://doi.org/10.1016/j.ctim.2020.102512
  8. "Does sugar make kids hyper?", Live Science: https://livescience.com/55754-does-sugar-make-kids-hyper.html