Perché ci cascano anche i furbi: chi cade davvero nelle truffe
Non sono solo gli anziani e non sono gli ingenui. I giovani perdono soldi più spesso, gli anziani somme più alte, e chi si sente al sicuro rischia di più.
Torino, fine 2014. Due fratelli spagnoli arrivano in città con un quadro. Anni prima avevano comprato quello che credevano un Goya e avevano scoperto che era un falso dell'Ottocento. Invece di incassare la lezione, hanno deciso di diventare loro i truffatori: rivenderlo come autentico a un ricco sceicco. Un intermediario italiano si offre di garantire l'affare, in cambio di una commissione di 300.000 euro. I fratelli consegnano quadro e commissione e ricevono un anticipo di 1,7 milioni di franchi svizzeri. Felici, vanno a depositarlo. Le banconote sono false. Intermediario e sceicco spariscono. [1]
Chi meglio di due truffatori dovrebbe riconoscere una truffa? Eppure ci sono cascati in pieno.
Allora chi è, davvero, la vittima tipo?
In breve
La vittima tipo non esiste. I dati americani mostrano che i giovani adulti segnalano di aver perso soldi più spesso degli anziani, mentre gli anziani perdono somme più alte. Istruzione e competenza non proteggono: a volte espongono. Il cervello di tutti parte dalla fiducia, e chi si crede immune abbassa la guardia proprio quando serve.
🟢 Solida: i dati su età e perdite vengono da milioni di segnalazioni e da più indagini indipendenti; restano i limiti dei dati autodichiarati.
Chi cade davvero: i dati
Giovani più spesso, anziani di più
Nel 2022 la Federal Trade Commission americana ha analizzato le segnalazioni di frode del 2021, rapportandole alla popolazione. Risultato: le persone tra 18 e 59 anni avevano il 34% di probabilità in più di segnalare una perdita di denaro rispetto agli over 60. Ma la perdita mediana cresceva con l'età: 500 dollari tra 18 e 59 anni, 800 tra 70 e 79, 1.500 dollari sopra gli 80. [2] Tra i 18 e i 29 anni, quasi il 40% delle perdite segnalate partiva dai social network.
Il quadro regge anche con i dati più recenti. Nel rapporto al Congresso pubblicato a dicembre 2025, la FTC scrive che nel 2024 gli anziani hanno segnalato perdite «a un tasso più basso» dei più giovani, ma con perdite individuali molto più alte: oltre 1.600 dollari di mediana sopra gli 80 anni. Le perdite complessive segnalate dagli over 60 sono passate da circa 600 milioni di dollari nel 2020 a 2,4 miliardi nel 2024, soprattutto per i casi oltre i 100.000 dollari. [3]
Quindi entrambe le convinzioni comuni sono sbagliate a metà: non sono "solo gli anziani", e non è vero che "i giovani sono più svegli".
Ogni truffa ha il suo bersaglio
Nel 2011 Karla Pak e Doug Shadel, per la fondazione AARP, hanno confrontato vittime di diversi tipi di frode con la popolazione generale. Le vittime delle frodi sugli investimenti erano più spesso uomini, sposati, con almeno qualche anno di università e reddito sopra i 50.000 dollari. Le vittime delle false lotterie erano più spesso persone sole e con meno istruzione. [4] Due profili quasi opposti.
Un'indagine AARP del 2017 su 814 investitori e 214 vittime di frodi sugli investimenti ha trovato che l'80,8% delle vittime erano uomini, contro il 41,9% del campione generale. Le vittime facevano più operazioni all'anno, ricevevano più chiamate commerciali, investivano più spesso dopo una telefonata a freddo e accettavano di più il rischio. Sull'istruzione, onestamente, il rapporto non trova differenze significative. [5] Quello che conta è il comportamento, non il titolo di studio.
Saperne di più può esporre
Lo studio di Lea, Fischer ed Evans per l'Office of Fair Trading britannico (2009) ha notato un fatto controintuitivo: le vittime hanno spesso conoscenze superiori alla media sull'argomento della truffa. [6] Maria Konnikova lo sintetizza così: più sai di una cosa, più rischi di cadere in una truffa proprio in quel campo. [1] Lo stesso studio britannico conclude che cadere in una truffa è un effetto collaterale prevedibile degli stessi processi decisionali che ci fanno funzionare bene nella vita economica di tutti i giorni. [7]
Le leve nel cervello
Il default della verità
Lo psicologo Timothy Levine ha passato trent'anni a studiare la menzogna. La sua conclusione: di base crediamo a chi ci parla, senza nemmeno porci la domanda. È il truth-default. Per uscirne serve un innesco: un motivo evidente per mentire, una storia incoerente, un fatto che contraddice ciò che sappiamo, l'avvertimento di un terzo. [8] Non è un difetto: la maggior parte delle persone mente poco, e in un mondo così fidarsi è efficiente. Ma il truffatore vive nell'eccezione.
E quando proviamo a scoprire una bugia, andiamo poco meglio del caso: circa il 54% di risposte giuste nella grande meta-analisi di Bond e DePaulo (2006). [8] 🟢 Solida.
Più intelligenza, più fiducia
Konnikova riporta un'indagine di due psicologi di Oxford (2014): chi aveva maggiori abilità verbali risultava più propenso a fidarsi degli altri, non meno. [1] 🟡 Promettente (un'indagine riportata da un libro divulgativo). Il dato ha senso: la fiducia è un buon investimento nella maggior parte delle relazioni. Ed è proprio per questo che è un buon bersaglio.
L'eccesso di fiducia
In uno studio su 600 persone, Wang, Li e Rao (2016) hanno trovato che la sicurezza nel riconoscere il phishing prediceva male la capacità reale. La familiarità con le aziende nominate nelle email aumentava l'eccesso di fiducia, mentre lo sforzo cognitivo lo riduceva. [9] Vedi Eccesso di fiducia, Bias di ottimismo e Punto cieco dei bias.
Il momento, non il carattere
Konnikova insiste su un punto: conta il momento di vita più della personalità. Un lutto, un licenziamento, una separazione, un trasloco. [1] Stajano e Wilson lo chiamano principio del "bisogno e avidità": chi sa cosa ti manca sa anche cosa offrirti. [10]
Vergogna e silenzio
La vergogna non è un effetto collaterale della truffa: ne fa parte. Konnikova chiama blow-off e fix le ultime fasi: il truffatore sparisce e la vittima tace.
I numeri sono impressionanti. In un'indagine della FINRA Investor Education Foundation su 2.364 americani sopra i 40 anni, l'11% aveva perso una somma significativa dopo aver risposto a un'offerta fraudolenta, ma solo il 4% ammetteva di essere stato vittima di una frode quando glielo si chiedeva direttamente. È una sotto-dichiarazione stimata di oltre il 60%. [11] Un'indagine AARP citata da Konnikova indica che solo il 37% delle vittime sopra i 55 anni ammette di esserci cascato, contro poco più della metà dei più giovani. [1]
Nel 2022 AARP e FINRA Foundation hanno chiesto a 1.000 americani cosa pensano delle vittime. L'85% dice che la frode può capitare a chiunque, ma il 53% considera le vittime colpevoli e il 32% pensa che, se ci cadi, la colpa è in buona parte tua. Il 47% ritiene inutile denunciare. [12] Due convinzioni opposte nella stessa testa. E ogni denuncia mancata lascia il truffatore libero di riprovarci.
Casi reali
I truffatori truffati (Torino, fine 2014). Disonestà e avidità: chi pensava di essere il predatore era la preda. Perdita: quadro più 300.000 euro di commissione. Fonte: Konnikova. [1]
I pensionati del Colorado. Konnikova racconta un'indagine AARP tra i suoi soci del Colorado, una delle comunità di pensionati più istruite e attente degli Stati Uniti: filtri antispam, avvisi sulle carte, numeri mai dati a nessuno. Le vittime di frode erano poche, circa il 6,5%. Ma erano soprattutto frodi sugli investimenti e le somme altissime: il 10% di loro aveva perso più di 100.000 dollari, e metà non ha voluto dire quanto. [1] Protezioni contro le truffe piccole, nessuna contro quella grande.
L'impiegato sospettoso di Arup (Hong Kong, 2024). Aveva pensato subito al phishing. Il dubbio è stato superato con una videochiamata deepfake con colleghi che riconosceva. Perdita: circa 25,6 milioni di dollari. Non è mancata l'intelligenza: è mancata una procedura che rendesse obbligatoria una verifica su un altro canale. [13]
Cosa raccontano le vittime
Su r/Scams una persona racconta di aver ricevuto una telefonata serale dal numero salvato in rubrica della sua cooperativa di credito. Il finto addetto antifrode conosceva nome e indirizzo, non chiedeva PIN né numeri di conto, e proprio per questo sembrava affidabile. Poi un link, un codice ricevuto via SMS, e i risparmi sono spariti. La frase che colpisce è un'altra: si sente «un perdente» perché, scrive, a queste cose non ci casca mai. [14] È la voce esatta del punto cieco: la convinzione di essere immuni fa parte della vulnerabilità.
Il mito da smontare
"Solo gli ingenui ci cascano." 🔴 Mito.
I dati dicono l'opposto: le vittime sono di ogni età, istruzione e reddito, e in certe truffe sono più spesso persone istruite e benestanti. Stajano e Wilson lo scrivono in modo netto: le persone cadono in queste trappole non perché sono credulone, ma perché sono umane. [10] Il mito fa due danni: rende più sicuri di sé quelli che si credono furbi, e fa tacere per vergogna quelli che ci sono cascati.
Segnali d'allarme (in te, non nel messaggio)
- 🚩 Pensi "a me non può succedere".
- 🚩 Ti trovi in un momento delicato: lutto, separazione, problemi di soldi o di lavoro, solitudine.
- 🚩 L'offerta riguarda proprio il campo in cui ti senti esperto.
- 🚩 Stai per decidere da solo una cosa che di solito discuteresti con qualcuno.
- 🚩 Senti l'impulso di nascondere la decisione a chi ti conosce.
- 🚩 Hai già messo soldi e senti il bisogno di metterne altri per recuperarli (Costi sommersi).
Come difendersi
- Sostituisci "sono furbo" con "ho una regola". La protezione sta nelle procedure, non nell'intelligenza. Trovi le regole nel protocollo anti-truffa.
- Verifica i fatti, non la faccia. Levine: le bugie si scoprono confrontando ciò che viene detto con prove esterne, quasi mai osservando chi parla.
- Parlane prima di decidere. Un terzo che non è sotto pressione è l'innesco più semplice per uscire dal default della verità.
- Parla di truffe senza giudizio, in famiglia e al lavoro. Meno vergogna significa più segnalazioni e più tempo per bloccare i soldi.
Se è già successo: Cosa fare se ci sei cascato.
Mettiti alla prova
Marco, ingegnere, segue i mercati da anni. Su LinkedIn lo contatta un "analista" di un fondo che ha letto i suoi commenti tecnici e lo invita in un gruppo riservato di professionisti. Nessuna richiesta di soldi, solo analisi molto competenti. Dopo tre settimane gli propongono una piattaforma "per pochi" con rendimenti alti ma, dicono, ben spiegati.
Marco è al riparo perché è esperto? Attacco o opportunità vera?
Soluzione. È il profilo classico di una truffa sugli investimenti: lusinga della competenza, rapporto costruito prima della richiesta, gruppo esclusivo (riprova sociale), piattaforma non verificata. La competenza di Marco è proprio la leva. La verifica giusta: controllare che l'intermediario sia autorizzato sui siti ufficiali di Consob e Banca d'Italia e parlarne con qualcuno fuori dal gruppo.
Per approfondire
- Le leve di ogni truffa
- Il protocollo anti-truffa
- Cosa fare se ci sei cascato
- Perché le truffe agli anziani funzionano
- Pig butchering: la truffa che ti ingrassa prima di colpire
- Ingegneria sociale: la guida completa
- Eccesso di fiducia, Punto cieco dei bias, Effetto Dunning-Kruger
- Schede libro: Duped, The Confidence Game
Fonti
- Konnikova, M. (2016). The Confidence Game: Why We Fall for It... Every Time. Viking (introduzione e cap. 1).
- Federal Trade Commission, Data Spotlight, "Who experiences scams? A story for all ages", dicembre 2022: https://search.ftc.gov/news-events/data-visualizations/data-spotlight/2022/12/who-experiences-scams-story-all-ages
- Federal Trade Commission, "FTC Issues Annual Report to Congress on Agency's Actions to Protect Older Adults" (Protecting Older Consumers 2024-2025), 1 dicembre 2025: https://www.ftc.gov/news-events/news/press-releases/2025/12/ftc-issues-annual-report-congress-agencys-actions-protect-older-adults
- Pak, K., & Shadel, D. (2011). AARP Foundation National Fraud Victim Study. AARP: https://www.aarp.org/pri/topics/work-finances-retirement/fraud-consumer-protection/consumer-fraud-victims-characteristics/
- Shadel, D., & Pak, K. (2017). AARP Investment Fraud Vulnerability Study. AARP Research: https://www.aarp.org/content/dam/aarp/research/surveys_statistics/econ/2017/investment-fraud-vulnerability.doi.10.26419%252Fres.00150.001.pdf
- Lea, S. E. G., Fischer, P., & Evans, K. M. (2009). The psychology of scams. Rapporto per l'Office of Fair Trading; citazioni in Schneier on Security, giugno 2009: https://www.schneier.com/blog/archives/2009/06/the_psychology_3.html
- Sintesi del rapporto OFT, Stanford Center on Longevity: https://longevity.stanford.edu/the-psychology-of-scams-provoking-and-committing-errors-of-judgment/
- Levine, T. R. (2020). Duped: Truth-Default Theory and the Social Science of Lying and Deception. University of Alabama Press (cap. 2 e 11); Bond, C. F., & DePaulo, B. M. (2006). Accuracy of deception judgments. Personality and Social Psychology Review, 10(3).
- Wang, J., Li, Y., & Rao, H. R. (2016). Overconfidence in phishing email detection. Journal of the Association for Information Systems, 17(11): https://aisel.aisnet.org/jais/vol17/iss11/1/
- Stajano, F., & Wilson, P. (2011). Understanding scam victims: seven principles for systems security. Communications of the ACM, 54(3), 70-75: https://www.cl.cam.ac.uk/~fms27/papers/2011-StajanoWil-scam.pdf
- FINRA Investor Education Foundation, "FINRA Foundation Survey Reveals Over 80 Percent of Respondents Are Exposed to Fraudulent Offers", 2013 (indagine 2012), ripreso da Mondo Visione: https://mondovisione.com/media-and-resources/news/finra-foundation-survey-reveals-over-80-percent-of-respondents-are-exposed-to-fi-2013912/
- AARP, "Let's Stop Blaming Scam Victims, New AARP Report Says", 21 luglio 2022 (rapporto Blame and Shame in the Context of Financial Fraud, AARP e FINRA Foundation): https://www.aarp.org/money/scams-fraud/info-2022/victim-blaming.html
- CNN Business, ripreso da ABC17 News, 16 maggio 2024: https://abc17news.com/money/cnn-business-consumer/2024/05/16/british-engineering-giant-arup-revealed-as-25-million-deepfake-scam-victim/
- Post su r/Scams, febbraio 2025 (consultato tramite mirror): https://lr.in.psf.lt/r/Scams/s/VwSlW9ZY4F